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Candidato Sindaco 2012 arrow Opposizione arrow Opposizione arrow Troppe case sfitte, stop alle nuove licenze - 26 luglio 10
Troppe case sfitte, stop alle nuove licenze - 26 luglio 10 PDF Stampa E-mail
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Non concedere nuove edificazioni finché non saranno recuperate le case esistenti e non sarà attuato un censimento di tutte quelle sfitte. La proposta è del capogruppo di “Cittadini protagonisti”, Fernando Agrusti, che fa sua una proposta maturata in Lombardia. «Pochi giorni fa – afferma l’esponente delle liste civiche – ho ascoltato l’intervista a un sindaco di un Comune lombardo che ha dichiarato che non avrebbe messo a disposizione nessuna area per nuove edificazioni fintanto che tutte le case sfitte non fossero state abitate e che tutte le case da ristrutturare fossero state sistemate». Nessuna nuova autorizzazione, quindi, per far passare un’area da verde a edificabile finché non sarà utilizzato, dopo la riqualificazione, il patrimonio edilizio esistente. Una proposta che piace a Agrusti, il quale in passato si era speso per cercare di favorire questa strada. Il leader delle liste civiche ritiene che questa esperienza possa essere trasferita anche a Casarsa, visto il grande patrimonio da recuperare. «Questa decisione andrebbe adottata anche nella nostra città – sottolinea -. Abbiamo intere vie con abitazioni da recuperare». Cita le vie Valvasone,Menotti e Risorgimento, dove ci sono interi edifici disabitati che, invece, potrebbero essere recuperati. Porta ad esempio anche l’area demaniale nei pressi di via Valvasone, dove ci sono abitazioni di proprietà militare: «Sarebbe interessante conoscere quante di quelle case sono abitate – evidenzia - e capire con il ministero della Difesa quale sia la sua intenzione». Parallelamente, Agrusti propone un censimento di tutte le abitazioni sfitte. Agrusti interviene anche sulla proposta del gruppo Alpini di riqualificazione dell’area delle ex Polveriere: «Sono d’accordo che quella zona vada sistemata – afferma –, ma sono contrario al fatto che venga recintata e che vengano create delle aree da pic-nic. Ritengo che prima di procedere con questo progetto, vadano interpellate tutte le associazioni ambientaliste presenti a Casarsa e, soprattutto, l’associazione dei cacciatori i cui iscritti hanno a cuore le poche aree verdi del paese».

tratto da: Messaggero Veneto — 22 luglio 2010 - Donatella Schettini

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