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Sinistra, futuro e libertà - 22 ottobre PDF Stampa E-mail
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Un gravissimo atto liberticida sta per essere compiuto per mano dell'attuale governo.

Un bavaglio ad Internet, l'internazionale voce libera, che in Italia potrebbe subire gravi restizioni di libertà

Questo stesso sito (per la gioia di alcuni) verrebbe chiuso.

Le notizie vengono dal sito www.beppegrillo.com, ad oggi la principale agenzia di stampa di informazioni occultate da giornali e televisioni, in quanto scomode.

L'Italia stava lentamente risalendo la china della classifica mondiale della libertà di informazione, avendo sorpassato la Macedonia e piazzandosi attualmente al 35° posto: dietro chi andrà a finire?

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

    Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

    I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.

    Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

    La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.

    Il 99% chiuderebbe.

    Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.

    Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.

    Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.

    Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.

    Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

    Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it


 

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