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Candidato Sindaco 2012
Politicate Politicate Unione Democratica - 4 ottobre
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| Unione Democratica - 4 ottobre |
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Nasce un nuovo partito: l'Unione Democratica. Lanciamo un quiz: RISPOSTA UNO: è un'esigenza dei cittadini. RISPOSTA DUE: è un'esigenza dei politici. Scrivete a info@cittadiniprotagonisti.com e scegliete quale delle due è la risposta esatta. Ricchi premi ai vincitori. Per chi ne volesse sapere di più ecco qui sotto qualche informazione. Willer Bordon, Roberto Manzione e Elio Lannutti (presidente Adusbef) lanciano l'Unione democratica, un nuovo progetto politico che ha già un simbolo, un emiciclo colorato, e che nelle intenzioni di chi lo promuove serve a "unire le forze democratiche in modo diverso dal vecchio metodo della sommatoria degli apparati dei partiti". Presentato in una conferenza stampa, con Bruno De Vita e Elio Lannutti, in realtà il battesimo vero e proprio sarà il 29 settembre in una manifestazione pubblica al teatro Capranica di Roma, dove si aprirà la fase costituente del nuovo progetto politico. Progetto, appunto, perché gli interlocutori sono tanti, ma incerti. Bordon e Manzione pensano ai socialisti di Angius e Boselli, ma anche a Pannella e Bonino, ma anche Roberto Barbieri, Accursio Montalbano, Fernando Rossi e Luciana Sbarbati. Pensano, soprattutto, agli ulivisti della prima ora come Arturo Parisi. Per ora, al progetto ha aderito il Partito dei consumatori. Beppe Grillo è tra gli invitati alla manifestazione del 29 settembre. Un caso? No certo, dato che la parola d'ordine scelta dal presidente del partito dei Consumatori, Bruno De Vita, per lanciare la nuova iniziativa politica è la stessa gridata a gran voce dai 300 mila manifestanti di sabato scorso in occasione del V-day: "La politica fa schifo!". Detto da chi presiede un partito politico, sia pure dei consumatori, come Bruno De Vita, certamente, suona poco convincente. Ma evidentemente si tratta di un'affermazione dettata dall'amarezza di essere "tra gli esclusi" del Pd. Il simbolo prescelto (un emiciclo-arcobaleno con la scritta Unione democratica), comunque molto simile a quello dell'Unione, lascia intendere che la nuova formazione politica resterà nel campo del centrosinistra, anche se in maniera critica. La proposta "non nasce 'contro' il Pd" spiega Manzione "ma parte da un dato di fatto: il Pd doveva nascere per riavvicinare la gente alla politica e per dare stabilità al centrosinistra e invece si presenta come una nuova oligarchia e ha prodotto una scissione nei Ds. Ha tradito le aspettative e noi abbiamo raccolto il testimone del progetto politico originario, in spirito di apertura verso i cittadini, a cominciare da quelli che hanno manifestato con Beppe Grillo. Vogliamo dare voce a chi non si sente a casa né nel Pd né nella 'Cosa rossa'". "Guardiamo all'area del socialismo europeo di Angius e Boselli, ma anche ai Repubblicani di Luciana Sbarbati, a Marco Pannella e a Emma Bonino e a tutti gli esclusi dal processo costituente del Pd", aggiunge Bordon che poi, in conferenza stampa, spiega il senso della nuova formazione politica: "Il successo di Beppe Grillo testimonia che la politica è obbligata a dare una risposta. Poteva essere il Pd, ma rilevo che il Partito Democratico è solo un insieme di correnti che gestisce il potere. Siamo quindi costretti a dire che ciò che stiamo vedendo non ha niente a che fare con l'idea che avevamo in mente". In concreto, a palazzo Madama, almeno per il momento non cambia nulla sul piano dei numeri. Bordon e Manzione restano ancora nell'Ulivo, ma potrebbe essere solo questione di settimane. Per formare un gruppo parlamentare occorrono 10 senatori, si dovrà vedere quali saranno le scelte di altri interlocutori. In ogni caso, promette Manzione, l'Unione democratica nascerà con la partecipazione di chi ci vuol stare: "A differenza che per il Pd, dove come ha detto Boselli prima si apparecchia e poi si viene invitati a cose fatte, nell'Unione democratica tutti saranno chiamati a imbandire la tavola". Nonostante le attenzioni riservategli dai senatori ulivisti, quella di oggi è stata per Marco Pannella una giornata nera che segna la fine delle sue mire sul Partito democratico. La prima sezione del Tribunale civile di Roma, presieduta dal giudice Franca Mangano, ha respinto il ricorso del leader radicale contro la decisione dell'Ufficio tecnico e dei garanti di escluderlo dalla corsa alla segreteria del Partito Democratico in vista delle primarie di ottobre. Il "Comitato 14 ottobre" del neo Partito democratico, spiega il giudice, aveva tutti i poteri politici per respingere la domanda di candidatura presentata da Marco Pannella e la magistratura ordinaria non ha potere di "controllo giurisdizionale". |
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