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Candidato Sindaco 2012
Notizie Locali Vivere nella periferia - Federica Vio, 19 agosto
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| Vivere nella periferia - Federica Vio, 19 agosto |
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Questo fine settimana ho fatto un’esperienza interessante. Ho partecipato ad un corso che abbiamo organizzato in una delle cappelle più povere della nostra parrocchia. La situazione di povertà e di violenza nella quale vivono gli abitanti della Villa Paradiso, così si chiama questa zona, fa in modo che le persone di altri quartieri non vadano volentieri, così che purtroppo si crea una sorta di isolamento di questa gente che fa aumentare la marginalizzazione e i problemi legati ad essa. Questa volta invece l’aver organizzato qualcosa di bello proprio lì ha aiutato ad avvicinare le persone e a far vedere che la Villa non è solo un luogo di cui aver paura, ma anche un luogo dove incontrare l’amicizia, dove condividere la propria storia, dove sperimentare insieme la Presenza di Dio. Ho avuto l’occasione di entrare un pò di più nella vita della gente e nella sofferenza che carica sulle spalle a volte in modo davvero eroico, a volte come è possibile..... Ho conosciuto Isadora una giovane mamma di 23 anni. Ha già una bimba di 6 anni e una piccola di pochi mesi. E’ dovuta scappare da S. Paolo dove viveva con il marito che la picchiava. Ora venendo qui si è ritrovata sola e per necessità si è messa assieme ad un uomo di 20 anni più vecchio di lei. E` una mamma premurosa e attenta, ma la sua povertà maggiore, al di là di quella materiale che pure ha il suo peso, è la carenza affettiva che sperimenta e che non le permette di vivere libera. Questa è solo una delle tante vite che sto conoscendo e che mi stanno “incomodando”. Fa male entrare in queste storie, perchè ci si sente molto impotenti, ma nello stesso tempo cresce in me il desiderio di imparare ad amare e a vivere per camminare insieme a questa gente. In Comunità in questo periodo stiamo vivendo in una sorta di Babele. Noi siamo 42 fra missionari e missionarie, ma stiamo ospitando un gruppo di 25 persone la maggior parte italiane provenienti dai gruppi Gim di Nola, di Lonato, di Roma, ma anche 4 portoghesi e 1 portorichegna. Fra italiano, spagnolo, portoghese del Portogallo, che è ben differente da quello di qui, io faccio una confusione che non ti dico. Al di là dei piccoli disagi nel comprendersi, l’esperienza è davvero interessante. Tutti loro sono venuti con il desiderio di conoscere la missione, il lavoro che facciamo, la gente e possibilmente di rendersi utili. Stiamo provvedendo perchè non si annoino..... Ieri io e Alexandri, un missionario originario di S. Paolo, abbiamo portato questi amici a conoscere il “povo de rua” gente che vive sulla strada. Come era inevitabile sono rimasti molto impressionati da questa realtà così dura. Ultima tappa della nostra visita è stata una “famiglia” che abita sotto un viadotto, c’erano 5 persone adulte con evidenti segni di deficienza mentale certamente dovuti all’uso di droghe e dalla storia di sofferenza che ciascuno si porta dietro, ma quello che ci ha fatto più male è vedere che assieme a loro c’erano anche tre bambini piccoli, quasi non si riconoscevano buttati come rifiuti sopra un materasso sporco, accanto a loro una cucciolata di cagnolini. Figli di Dio e figli di un cane che all’apparenza non sembravano tanto diversi. Che fare di più e meglio per loro? Questa domanda ha un sapore così amaro perchè, pur avendo delle risposte, è evidente che sono sempre insufficienti davanti alla vita di persone concrete che non avranno altro futuro che la strada, la violenza, la povertà. Io continuo a cercare di fare la mia piccola parte. Federica |
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