Caso Mele - 10 agosto PDF Stampa E-mail

Il deputato protagonista del festino romano con prostitute Cosimo Mele, è un cattolico dell'Udc.  Un difensore della famiglia.
Il festino si era concluso con una squillo in ospedale, intossicata dalla cocaina e dall'alcool.
E' sempre un piacere vedere un ipocrita smascherato.
Quando i politici cattolici cominceranno ad occuparsi della loro moralità, invece che della moralità dei cittadini?
In seguito allo scandalo è passato al Gruppo Misto.
Una domanda: perché non dimettersi?
Forse per non perdere stipendio e benefici?
In tutto il resto del mondo sarebbe normale.
In Italia no.

Anzi, rilancia:

“E poi, guardate, non devo mica sentirmi in colpa se faccio una vita a quattro o cinque stelle: perché io lavoro tanto, mi faccio un culo così... ».
Della cocaina, però, Mele non parla. «Non può parlare», chiarisce il suo avvocato, Mario Guagliani, che ieri a Roma ha ottenuto una piccola vittoria avendo convinto il procuratore Italo Ormanni ad aspettare almeno la fine dell'estate per procedere eventualmente con l'incidente probatorio sulla bustina che conteneva la chiave della stanza dell'Hotel Flora. Bustina su cui sarebbero rimaste le tracce della cocaina, sniffata dall'allegra compagnia durante la notte brava.
Parole di Cosimo Mele, deputato italiano, eletto nell’UDC.

Un precedente:

"Sotto processo finì anche un altro consigliere regionale del Ccd, Cosimo Mele, che era stato arrestato qualche anno prima con l’accusa di gioco d’azzardo e per il coinvolgimento in una vicenda di tangenti e prostituzione, per cui venne poi rinviato a giudizio insieme ad altre sei persone. Mele venne arrestato il 5 gennaio 1999, due mesi dopo essere stato eletto nelle elezioni comunali di Carovigno, nella lista dei Cristiani democratici per le libertà, il partito di Raffaele Fitto. Nonostante fosse coinvolto in quell’inchiesta, Mele risultò il più suffragato in Consiglio comunale, ed il suo partito superò il 40% dei consensi. Quell’arresto lo portò, però, a dare le dimissioni da tutti gli incarichi istituzionali e a lasciare anche il Cdl di Fitto. Ma Mele non si perse d’animo e, nel frattempo, si era accasato nel Ccd di Pierferdinando Casini, tanto da conquistarsi una candidatura per le elezioni regionali del 2000 ed essere eletto. In Consiglio regionale subentrò come capogruppo del suo partito ad Andrea Silvestri, che era stato designato da Fitto all’assessorato della Formazione professionale".
Articolo di Lino de Matteis del 2005

Ecco cosa pensa invece Beppe Grillo:

“Casini respinga le dimissioni di Cosimo Mele. Il primo deputato che si è dimesso per essere andato a puttane è un eroe. Invece di rubare, estorcere, mentire, corrompere ha soltanto ceduto ai piaceri della carne. Guardatelo in faccia. Uno così aveva bisogno assoluto di scopare. Due squillo e un po’ di coca all’hotel Flora sono il minimo sindacale.
Mele va tutelato. Ha difeso in passato “la nostra identità cristiana” e ha chiesto che fossero messi alla berlina i deputati cocainomani. Ha voluto sperimentare, vedere, toccare di persona. Lui c’entra, ci è entrato. Chi è senza puttana scagli la prima pietra.
Cosimo, 50 anni, lo ha ammesso: “E’ stata un’avventuretta di una sera”. Casini che vuole un test sui parlamentari per la droga avverta prima i suoi per non creare inutili imbarazzi. Se la casa di tolleranza delle libertà è per il family day, questo episodio ne rafforza i principi.
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, ha infatti commentato: "La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma...". Umana comprensione, ed è giusto così. I familiari dei nostri dipendenti dovrebbero raggiungerli a Roma. Ricongiungersi, anche carnalmente a spese del contribuente. E tra una seduta parlamentare e l’altra andrebbe facilitata la scopata in famiglia.”

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