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Editoriali - Vittorio Feltri (Libero), 23 maggio PDF Stampa E-mail
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POLITICI DA BUTTARE di VITTORIO FELTRI

È scoppiato il petardo.

Massimo D'Alema si è accorto che la politica batte in testa, come una vecchia automobile che ha fatto troppi chilometri e fatica a salire di giri, sbuffa, "tossisce", alterna scatti a pause preagoniche.

Il ministro degli Esteri ne ha parlato in una intervista a Maria Teresa Meli del Corriere della Sera e ha paragonato l'attuale congiuntura a quella degli anni Novanta, quando accadde l'imprevisto: la crisi dei partiti tradizionali, un po' ottocenteschi, acciaccati dai successi della Lega, dalle tremende botte di Mani pulite, dall'ansia di cambiamento che spingeva alla rivoluzione.

Il malessere di oggi ha origini diverse e non minaccia di montare fino a trasformarsi in terremoto. Tuttavia fa paura perché trasmette segnali di disgusto, di sfiducia verso il Palazzo.

L'allarme di D'Alema non è caduto nel vuoto.

De Rita si è espresso così: "menefreghismo disprezzante".

Illy sostiene: "C'è ancora troppa corruzione, i giudici non hanno concluso il lavoro".   continua...
22 maggio 2007

COSÌ NON POTETE DURARE di VITTORIO FELTRI

Il mio articolo di ieri sul disgusto degli italiani nei confronti della politica di sinistra e di destra, pur avendo suscitato reazioni forti, non ha esaurito il problema.

Tranquilli, cari lettori, non minaccio di propinarvi la solita mappazza che imbroda le istituzioni, le immobilizza e le rende inutili, anzi un peso per la società. Cercherò solo di completare il discorso.

Il disprezzo generale per il Palazzo è alimentato non solo dalle promesse mancate, ma anche da una serie di imbrogli spacciati per conquiste.

1) Cominciamo dalle privatizzazioni. Sul finire degli anni Ottanta e al principio dei Novanta, la parola d'ordine era privatizzare. Vendere le aziende di Stato in fretta sembrava la soluzione delle soluzioni. Le casse pubbliche recuperano denaro e il debito nazionale diminuisce; l'Italia diventa un Paese normale. Detto, fatto. La Tim era del ministero del Tesoro. A chi la diamo? Alzi la mano chi la vuole comprare.   continua...
23 maggio 2007
 

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