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Politica già in crisi: si riscatta se parla alla gente - F Bertinotti, CorSera, 22 maggio PDF Stampa E-mail
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Dal presidente della Camera richiamo a tagliare i costi: sulle spese al lavoro 5 ministeri, entro giugno le proposte

Bertinotti: "Politica già in crisi: si riscatta se parla alla gente"
Parlamentari, sulle pensioni "stretta" del governo

di CARMELO LOPAPA


    Riformare subito il sistema. Prima che davvero tutto venga travolto da un'ondata di antipolitica. Perché la crisi non è un rischio, "è già in atto" fa notare il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Non nasconde tutta la sua preoccupazione, la terza carica dello Stato, per quegli stessi segnali che nei giorni scorsi avevano portato il vicepremier D'Alema a lanciare l'allarme sulla scarsa fiducia nella politica che potrebbe travolgere il Paese, come avvenne con la fine della Prima Repubblica.

    Un ritorno al '92? "Non si ripetono mai gli stessi tornanti nella stessa forma ma credo che nella crisi ci siamo già dentro", è la risposta di Bertinotti. La via di uscita indicata è quella delle riforme. Tre per l'esattezza. Costituzionale, per eliminare il bipolarismo perfetto ormai "ridondante". Riforma dei regolamenti, per rendere più veloci e snelli i lavori parlamentari, ma da far entrare in vigore solo nella prossima legislatura. Infine, intervento sui costi della politica, che crescendo "alimentano la sfiducia". Ma attenzione, avverte Bertinotti, "il nocciolo duro della crisi sta nella incapacità della politica di dare risposte ai problemi dei cittadini: se non le si danno, allora le riforme rischiano di non essere sufficienti".

    Nel governo si respira la stessa apprensione per il clima di questi giorni. E a Palazzo Chigi stavolta un segnale intendono darlo, dopo anni di sterili dibattiti e il taglio del 10 per cento alle indennità. Riforma del sistema pensionistico di deputati e senatori e drastico colpo di forbici per le indennità accessorie, sono le due tappe del progetto che ha in mente il ministro per l'attuazione del programma, Giulio Santagata. Il prodiano di ferro non perde occasione - in ultimo nell'intervista a "Repubblica" della scorsa settimana - per avvertire che non ci saranno interventi di forza, che il Parlamento in questa materia è sovrano. Ma un input il governo lo darà. E lo farà domani, quando proprio alla presidenza del Consiglio tornerà a riunirsi per la seconda volta il tavolo sui costi della politica insediatosi la scorsa settimana. Tecnici ed esperti di cinque ministeri (Economia, Interni, Funzione pubblica, Affari Regionali e Attuazione del Programma) avanzeranno le prime proposte per abbattere le spese in quattro settori: enti locali, società pubbliche, ministeri e organi costituzionali. Entro fine giugno, poi, libro bianco ed eventuale ddl.
    Ebbene, la proposta che suggerirà Santagata si muove su due piani. Il primo riguarda le indennità. E passa attraverso l'innalzamento dell'indennità base mensile (che oggi ammonta a 5.486,58 euro per i deputati e a 5.419,46 euro per i senatori) e la contestuale tassazione di tutte le indennità accessorie, da sottoporre a rigoroso meccanismo di verifica delle spese effettivamente sostenute. Se passasse la linea, deputati e senatori potrebbero in futuro contare su 6-7 mila euro certi (e non sul doppio), Il secondo capitolo riguarda i vitalizi. Il ministro studia la ricetta del sistema contributivo, che aggancerebbe la pensione degli "ex" agli anni di legislatura effettivamente maturati, archiviando gli attuali vitalizi e rendendo i parlamentari un po' più simili agli altri lavoratori.

    È una proposta. Altre ieri ne sono piovute ieri. L'ex presidente della Camera Casini chiede che "si calendarizzi in aula un provvedimento che preveda la riduzione del personale politico, dal Parlamento alle istituzioni locali". Il ministro Paolo Ferrero (Prc) rilancia: "Interventi drastici sui privilegi di chi fa politica". Cannavò e Turigliatto di "Sinistra critica" presentano un ddl per ridurre le indennità da 14 a 5 mila euro e abolire le pensioni dei parlamentari.

    L'Italia dei valori ha già depositato un suo progetto per ridurre di 3 miliardi gli sprechi, che sarà esaminato nell'ambito dell'indagine conoscitiva appena avviata dalla commissione Affari costituzionali della Camera. E siccome nel mirino ci sono anche, se non soprattutto, gli enti locali, il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta ha convocato per giovedì una sessione straordinaria della "Conferenza unificata" dedicata ai costi della politica per stipulare un "patto" antisprechi con il coinvolgimento (sollecitato dai diretti interessati) di Anci, Unione delle province e Conferenza delle Regioni.

 

Fonte: Corriere della Sera, 22 maggio 2007 

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