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Non mi permetterei mai di dare dell'ignorante a qualcuno che non conosco.
Ricordo le mie parole oggetto di contestazione da parte di Ciriani: "Chiedo che significato abbia scegliere di mettere sulla prima pagina del sito casarsese di AN il ritratto e una frase dello scrittore statunitense Ezra Puond, un convinto ammiratore del Fascismo, anche quello estremo e ferocemente anti-semita di Salò?"
Secondo il buon senso di chi legge, con quelle parole ho ridotto la figura di Ezra Pound ad un "semplice sostenitore del Fascismo"? Ho eseguito un "sonoro spernacchiamento" di questo intellettuale?
Chiedo ai lettori se a loro sembra sia avvenuto ciò.
Queste mie parole hanno forse "lo stesso valore culturale di liquidare Pasolini come “culattone"?
Il mio interlocutore confonde a suo favore le carte in tavola, ma risponde andando fuori tema; inoltre approfitta di uno pseudo-ragionamento di ritorno per definire "culattone" Pasolini ed offendere in questo modo l'intellettuale casarsese.
Visto che sono stato frainteso, ribadisco ed approfondisco il concetto espresso nel mio intervento.
Io rigetto in toto l'esperienza del Fascismo, come errore storico dell'Italia, un movimento che attraverso Mussolini ha proclamato concetti aberranti, quali la superiorità della razza, ha contribuito, con la sua alleanza col Nazismo, al genocidio degli Ebrei e all’eliminzione degli oppositori politici, ha anteposto la violenza alla democrazia e all'intelligenza.
Mussolini potrà avere fatto anche qualche piccola bonifica intelligente o potrà essere ricordato per talune opere pubbliche importanti, ma la sostanza è che il Fascismo è stata un'esperienza universalmente riconosciuta come un momento buio dell'umanità.
Non è un caso che sia proibito utilizzare frasi che erano state slogan fascisti, o richiamarsi direttamente alla figura del Duce, configurandosi in questo caso il reato di apologia del Fascismo.
Credo che purtoppo in AN vi siano molti che vanno invece fieri del periodo storico a cui fanno riferimento le loro radici.
Non potendosi vantare apertamente di ciò, utilizzano fonti che indirettamente si rifanno all'ideologia fascista, a slogan, ai suoi sostenitori indiretti, a modi di dire: una sorta di inattaccabile linguaggio in codice, di pubblicità subliminale, dietro cui si celano identità rozze, ma non per questo meno preoccupanti.
"Complimenti ad AN per l'ottima scelta di aprire il suo sito con una frase di Pound", conclude il mio contestatore.
Invece, secondo me, riportare Ezra Pound nella copertina del sito è un modo per nominare qualcosa che non si può o non si ha il coraggio di nominare.
Preferirei sbagliarmi ed essere smentito da una condanna pubblica e completa dell'esperienza del Fascismo e del Duce, ma immagino che sul sito di AN non verrà dato spazio a ciò.
Se uno vuole capire capisce, altrimenti mettere in bocca ad altri parole che non sono state dette è sterile esercizio di polemica.
Ciro Antonio Francescutto
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