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Cemento non armato - 14 feb 12 PDF Stampa E-mail
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PeggioreMigliore 

Questa settimana si intrecciano tra loro due temi che a mio avviso possono segnare per lungo tempo nuovi equilibri del calcifico Comune di Casarsa. 
 
 
 
A pochi mesi dall’appuntamento elettorale il sindaco pone all’ordine del giorno una variante al Piano Regolatore che ai più sembra un regalo pre-elettorale ai molti che attendono tale atto per sistemare cose di casa propria. Un Piano Regolatore che viene modificato il giorno prima delle elezioni e che quindi vincola l’operato della futura maggioranza, anche se formalmente legittimo è qualcosa di spiacevole e scorretto. 
 
 
 
La cementifera maggioranza dopo avere perso per strada la Lega Nord, proprio in questa ultima settimana registra una inaspettata spaccatura interna, rischiando di perdere tre elementi della stessa.
 
 
 
Tubaro inventa un suo candidato alle imminenti elezioni, anche perché sa che se si candidasse lui a Casarsa perderebbe. Perdente in Provincia e senza futuro in Regione, impone non il più forte ma uno “suo” (Francescutto), verosimilmente per barattare la sua uscita di scena con un posto in qualche consiglio di amministrazione. 
 
 
 
Spiazzato però dalla mossa del dissidente Marinelli (sembra assieme a Frisulli e Zagaria), che ha annunciato di candidarsi autonomamente alla guida di una formazione civica, il sindaco si trova ora in una mano le promesse portatrici di voti, nell’altra pochi numeri e giorni per compiere l’atto. 
 
 
 
Tenta quindi l’inusuale carta ossia la doppia convocazione (mercoledì 15 e venerdì 17: roba mai vista…) , al fine di potersi giostrare sulla sussistenza dei numeri. Da un lato 8 voti sicuri (Tubaro, Lesi, Fantin, Zadro, Colussi, D'Odorico, Catalano, Americo), dall'altro 7 voti contrari (Sirocco, Agrusti, Di Lorenzo, Castellarin, Cozzarini, Lamanna, Benvenuto), in mezzo i  2 che possono far saltare il piano (Marinelli e Zagaria). 
 
 
 
La scelta di Marinelli –il più capace della giunta, l’unico che in questi anni si è distinto dal grigiore amministrativo del gruppo- di opporsi alla candidatura di Francescutto per le prossime elezioni imposta da Tubaro, come goccia traboccante di 5 anni di grigia convivenza è qualcosa di anomalo e nuovo. Anomala perché apparentemente disinteressata, nuova perché scompiglia le carte in modo imprevedibile.
 
 
 
Marinelli: è il suo un moto proprio, antesignano di un imminente sovvertimento del quadro partitico locale e nazionale? Oppure il suo è un solo un polemico e dirompente gesto di dissidio interno, di un manipolo di eroi disposti a perdere e far perdere, ma che rimane interno al centrodestra? E’ il suo il moto di chi si ribella per non essere stato lui il prescelto, oppure è un civico gesto di discontinuità nei confronti del carrierismo della partitica, della lottizzazione degli incarichi, della demeritocrazia dilagante, del poltronismo o ciadreismo?
 
 
 
Il voto sul Piano Regolatore sarà la cartina di tornasole delle sue intenzioni: potrà chiudere l’ennesimo occhio sul triste epilogo degli ultimi giorni dell’impero (capiremo che il suo è un moto interno), oppure spezzare il grigio equilibrio dei giochetti partitocratici (moto proprio) aprendo una possibilità diversa su chi sarà scelto a governare il Comune.

Ciro Antonio Francescutto

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