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Programma 2007 Notizie Il flop del festival “Terre dell'Uomo”: uno spreco di risorse pubbliche - 28 lug 11
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| Il flop del festival “Terre dell'Uomo”: uno spreco di risorse pubbliche - 28 lug 11 |
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Riceviamo e pubblichiamo Attraverso recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa (Il Messaggero Veneto, 19/07/11; Il Gazzettino 21/07/11), l'assessore alla cultura Antonio Marinelli dipinge come un grande successo la seconda edizione del festival “Terre dell'Uomo”. Al contrario, almeno per ciò che riguarda gli eventi svoltisi a Casarsa, si è trattato invece di un vero flop in termini di presenze di pubblico, e molti casarsesi hanno espresso, anche pubblicamente, giudizi critici sulla manifestazione. In mancanza di dati oggettivi e riscontrabili (che l'assessore avrà sicuramente a disposizione e che invitiamo cortesemente a rendere pubblici), ci riserviamo di approfondire il tema delle presenze di turisti dal Piemonte cui accenna Marinelli, e più in generale delle ricadute economiche del festival nel nostro territorio: di certo non si sono viste gruppi organizzati o comitive di piemontesi affollare le strade (e gli esercizi pubblici) di Casarsa. In realtà ci sembra che l'assessore Marinelli, come gli è abituale, faccia ricorso alla propaganda per cercare di mettere le mani avanti rispetto all'interrogazione scritta presentata dai consiglieri comunali Paolo Lamanna e Serenella Benvenuto (gruppo consiliare “Centro-sinistra di Casarsa e San Giovanni”) e Alessandro Di Lorenzo (gruppo consiliare “Cittadini per Casarsa”), con la quale si chiedono chiarimenti e approfondimenti sulla manifestazione. Emergono infatti dubbi e perplessità in relazione agli aspetti organizzativi e gestionali della manifestazione (si fa riferimento alla delibera della giunta comunale di Casarsa della Delizia n. 134 dell'8 Giugno 2011 e relativo allegato), e più in generale si pongono vari interrogativi sull'esito della manifestazione in rapporto ai suoi costi. Anche sulla base delle documentazioni fotografiche (vedi il blog ufficiale della manifestazione http://terredelluomofriuli.blogspot.com), è evidente che modesta, se non addirittura scarsa, è stata la partecipazione di pubblico ai due eventi svoltisi in piazza Italia nelle serate dell'1 e 2 luglio: il concerto della fanfara degli Alpini di Vergnacco-Udine (costo: 1.800 €), forse penalizzato anche dalle non felici condizioni meteorologiche, e l'esibizione di cantanti dilettanti denominata “Solistintour” (costo: 1.800 €). L'unico evento davvero affollato è stata la “cena piemontese” (2 luglio), una serata organizzata in collaborazione con le condotte pordenonesi di “Slow Food”, senza dubbio apprezzabile per la qualità della proposta gastronomica, non altrettanto per i costi e la gestione finanziaria, dal momento che il budget dell'iniziativa (circa 9.100 €) è stato coperto in parti quasi uguali con le quote dei partecipanti (35 € x circa 140 partecipanti, per un totale di 4.900 €) e con cospicue risorse pubbliche (4.200 €), che dunque sono a carico del contribuente (anche dei più che non hanno beneficiato della cena a prezzo “politico”). Quanto ai commenti positivi sulla manifestazione che l'assessore Marinelli attribuisce ad uno degli ospiti della manifestazione, l'artista Bruno Gambarotta, riteniamo che tali giudizi non possano non essere stati influenzati anche del lusinghiero cachet di 2.500 euro (ma assommando le spese di ospitalità - vitto e alloggio - e l'allestimento tecnico si giunge alla bellezza di 4.300 €) che il Comune di Casarsa della Delizia, in qualità di capofila dell'organizzazione, gli ha assegnato per la presentazione di un libro a Camino al Tagliamento e per la mera presenza alla suddetta “cena piemontese” e all'inaugurazione di una mostra. Ma al di là dei giudizi sul presunto successo della manifestazione, ci permettiamo di rivolgere una domanda all'assessore Marinelli, e con lui al sindaco Tubaro e all'intera giunta che ha approvato programma e piano finanziario del festival: è questo il modo migliore di spendere denaro pubblico, specie se consideriamo il prolungato periodo di grave crisi economica e occupazionale che stiamo attraversando? Francesco Colussi |
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