2.gif
4.gif
3.gif
1.gif
1.gif
Home arrow Programma 2007 arrow Notizie arrow ATAP: una mucca da mungere - 9 lug 11

Pillola del giorno

"La vita è una perpetua distrazione, che non lascia neppur prendere coscienza di ciò da cui distrae."

Franz Kafka

ATAP: una mucca da mungere - 9 lug 11 PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
PeggioreMigliore 

ATAP, UNA MUCCA DA MUNGERE STORIE DI PROFITTI E DI PREMI 
 
di GIUSEPPE RAGOGNA

Tratto da: Il Gazzettino

L'Atap è una bella mucca da mungere. Una vacca da latte. I clienti dell'azienda dei trasporti pubblici non sono molto soddisfatti dei servizi. I pendolari si lamentano delle corriere, mentre gli anziani mugugnano per gli autobus. Per non parlare della cosiddetta “linea rossa”, bersaglio di numerose critiche. Ma i dirigenti preferiscono non commentare le imprecazioni di un “popolo di brontoloni”. Ritengono, invece, di meritare la promozione a pieni voti, attestata da bilanci in ordine.

D'altra parte i soci-padroni, che sono i Comuni più importanti del Friuli Occidentale (Provincia compresa), si ritengono soddisfatti degli affari, al punto che si sono portati via l'intero guadagno. Nell'ultima assemblea, hanno deciso di incassare tutto l'utile realizzato l'anno scorso, pari a 5 milioni e mezzo di euro. Ovviamente hanno impiegato i dividendi per sanare i buchi contabili di casa loro. Alt, riflettiamo.

I manuali di economia aziendale consigliano di investire parte degli utili nell'attività d’impresa, ciò equivale a dare da mangiare l'erba fresca alla vacca per ottenere latte migliore. Le finalità dell'Atap sono quelle di migliorare i servizi o quelle di fare profitti da distribuire per altri scopi? Risposta dei soci: chissenefrega, era più forte l'esigenza di fare cassa, perché le emergenze municipali sono tante. E' chiaro: «Non ghe xe più schei». Tocca sfruttare la vacca. Per la verità, alla decisione di distribuire gli utili si sono opposti i soci-dipendenti, che conoscono bene i problemi dell'azienda. Puntavano ad ottenere più risorse per gli investimenti, invece hanno dovuto ingoiare il rospo.

Quei soldi facevano comodo ai Comuni, cioè a quegli enti che poi inseriscono in ogni programma l'impegno a potenziare la rete dei trasporti. Che promettono di rivedere il piano della mobilità. Che prospettano l'idea di rinnovare il parco macchine con mini-bus elettrici, al fine di salvaguardare l'ambiente. Che puntano su progetti di abbellimento della città. Per esempio, a Pordenone si potrebbe mettere qualche soldino in più per migliorare l'arredo urbano proprio alle fermate dei bus. A partire da quegli scatoloni arancione shocking dell'Atap, in piazzale Ellero dei Mille, nei pressi del monumento ai Caduti, che sono esteticamente sgradevoli. Vabbè che lì tutto è ormai cambiato. In peggio.

Il parco della Rimembranza non c'è più e gli alberi spelacchiati fanno tristezza. Persino i supporter del candidato sindaco Giuseppe Pedicini, durante la campagna elettorale, si sono messi a preparare “brisiole e luganeghe” in quell'area, quasi fosse un posto per picnic, con il fumo che avvolgeva la statua bronzea dedicata ai Caduti. Dai, è un piazzale che meriterebbe un po' più di rispetto. Si fanno tante chiacchiere, ma alla fine i quattrini prendono altre direzioni. La vacca continua a essere munta, ma ogni tanto vorrebbe un po’ d’erba. Eccoci invece a un quesito per i dirigenti dell'Atap: di chi è il merito degli utili? La risposta è scontata: è dello stile manageriale del consiglio di amministrazione.

Tutti i componenti sono di nomina pubblica, con tanto di marchio politico: Mauro Vagaggini (presidente), Enzo Poles, Mario Sforza , Pierluigi Ceciliot ed Eleonora Dina Ceschin. Allora perché solo gli enti locali possono permettersi di festeggiare l'aumento degli utili? Non è giusto. Così, in un impeto di orgoglio, anche gli amministratori si sono concessi un premio sui buoni risultati del 2009. Notizia forse un po’ datata, ma uscita di recente dall’analisi dei dati. Il cda ha deciso di regalarsi 30 mila euro. Dai, una piccola mancia. Nel corso della riunione qualcuno avrà anche obiettato: suvvia, c'è la crisi. Ma la proposta sarà stata solo sussurrata. L'Atap non è un posto per timidi. Così tutti si sono spartiti il bottino.

Evviva, facciamo festa! Il presidente ha incassato 21 mila euro e gli altri quattro consiglieri 2 mila 250 euro a testa. I premi, ovviamente, si aggiungono alle indennità annue, che sono di 53 mila 400 euro per il presidente e di 17 mila 400 per i consiglieri. Solo per dovere di cronaca va ricordato che Vagaggini incassa anche varie prebende da altre società “partecipate” dall'Atap. C’è ancora una semplice cosuccia da segnalare ad amministratori così virtuosi: che la parte più consistente delle entrate dell'azienda pordenonese (a spanne i due terzi) è garantita dai contributi regionali per i trasporti pubblici. Cioè vengono incassati a flusso continuo soldi pubblici, proventi di tasse e di imposte. Come di natura pubblica sono le loro indennità. E anche i loro premi.

< Prec.   Succ. >
| Home | Note Legali | Policy Privacy | Contattaci | Iscriviti alla mailing list |