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Lentamente muore - 1 nov 2010 PDF Stampa E-mail

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Martha Medeiros)

Gheddafi e B. - 25 feb 11 PDF Stampa E-mail

In un mondo ideale sarebbe giusto boicottare i dittatori o i regimi in cui vengono calpestati i diritti civili, ma purtoppo la realpolitik impone a volte inevitabili compromessi.

Il comportamento imbarazzante in diplomazia estera tenuto da Berlusconi con Gheddafi supera di molto anche il più elastico dei concetti di compromesso ed è possibilmente foriero di conseguenze nefaste per l’Italia.

Altro è mantenere un rapporto con un dittatore per preservare le relazioni commerciali con il suo paese, altro è baciargli la mano, altro è farlo entrare in una propria università per tenere una lezione, altro è avere acconsentito per ben due volte alla sua richiesta di radunargli 500 giovani e belle ragazze (pagamento a cura del contribuente) per un incontro culturale sull’Islam a casa nostra.

Queste le parole che il nostro governo ha accettato che il matto sentenziasse dinnanzi le vergini: “Gli Stati Uniti sono terroristi come Bin Laden, hanno fatto dell'Iraq un Paese islamico e le dittature non sono un problema se fanno il bene della gente” … “quale differenza c'è tra l'attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Bin Laden?” ed ancora “l'Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l'Europa”.

Dove sono le parole sdegnate di Maroni, difensore dell’Occidente? Dove quelle del vociante patriota La Russa? Loro e gli altri hanno permesso, taciuto ed ingoiato l’ingoiabile.

Altro è infatti il tardivo ma giusto riconoscimento che la Libia sia stata colonizzata a forza e a torto dal fascismo e chiederne scusa, altro è aver consentito a questo crudele pagliaccio di stabilirsi per eseguire le sue kermesse con tenda e cammelli nel centro a Roma, simbolicamente cuore d’Italia.

Siamo stati ridicolizzati per l’ennesima volta agli occhi della diplomazia mondiale per avere ricevuto in pompa magna questo premier, che fin dagli anni ‘80 era considerato un terrorista tra i più pericolosi. Pur essendo ritenuto responsabile di gravissimi attentati dall’Occidente, la sua pericolosità è stata in seguito ridimensionata per la sua pochezza: come si ridimensiona quella di una macchietta che inciampa su se stessa, come si considera un sovrano riccone dedito a cocaina e donnine, il cui stravagante look e la sua facies parlano da sole.

Che riconciliazione avrà immaginato possibile Berlusconi con questo malato psichiatrico che dal 1970 ogni 7 ottobre celebra il “giorno della vendetta”, in ricordo del sequestro di tutti i beni e dell’espulsione di 20.000 coloni italiani?

Sciagurata infine anche la scelta della facoltà di giurisprudenza di Sassari con l’approvazione della proposta formale di assegnare la laurea honoris causa in giurisprudenza al cocainomane libico: molto più appropriata la definizione dei radicali, che protestando l’avevano definita "horroris causa

Ora a capitolazione in corso, Berlusconi dice di non chiamare per “non disturbarlo”, quello stesso amico libico sceso a Roma con appuntata sulla divisa militare una foto dell’eroe della resistenza libica antitaliana Omar al-Mukhtar (sic!!!)

Sei mesi fa Gheddafi era in Italia col suo circo per festeggiare celebrare il secondo anniversario della firma del “Trattato di amicizia fra Italia e Libia”: dopo una settimana dallo scoppio della guerra civile contro il regime in Libia, nella sua prima apparizione televisiva per smentire voci circa la sua fuga, chi ha accusato Gheddafi in primis di avere fomentato la rivolta? Gli USA e … l’Italia! Quando si dice una solida e duratura amicizia...

Ora i problemi paventati dalla nostra diplomazia sono quelli dei possibili flussi migratori in Italia, dell’aumento del prezzo del greggio e dall’ascesa di gruppi jihadisti al potere in Libia.

Credo che lo sciagurato comportamento di Berlusconi, che da un lato si scusava per il duce che aveva invaso la Libia e dall’altro sosteneva l’attuale duce che comandava in Libia, potrà essere causa non solo e non tanto dei tre problemi di cui sopra, ma soprattutto della perdita di credibilità che il suo entusiamo (unico tra i leader occidentali) per Gheddafi non sarà un buon biglietto da visita per la classe dirigente che si instaurerà dopo il dittatore.

Non credo che l’imminente voltafaccia e la salita dell’Italia sull’ennesimo carro del vincitore faccia passare inosservato il comportamento -non solo filo-Gheddafi ma di sponsor con entusiastica amicizia- tenuto da Berlusconi fino una settimana fa.

Credo invece che proprio per queste ragioni i numerosi e importanti interessi economici delle imprese italiane in Libia verranno per contrappasso messe in forte discussione, proprio grazie all’entusiamo mostrato dall’Italia per il tiranno che vanno a far capitolare.

Ciro Antonio Francescutto

Compensi ATAP - 16 giu 11 PDF Stampa E-mail

Al Sindaco di Casarsa della Delizia

Oggetto: Presentazione di Odg sul compenso del presidente e dei componenti del CdA dell’ATAP.-

ORDINE DEL GIORNO

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASARSA DELLA DELIZIA

• Vista l’appartenenza pro quota del Comune all’ATAP;
 
• Alla luce del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e della normativa che regola tale tipo di materia;

• Ritenuto giusto, opportuno e doveroso, soprattutto in questo momento di crisi in cui molte famiglie versano in gravi difficoltà di disagio economico, che la politica dia alla cittadinanza un messaggio forte, chiaro e concreto di rigore, sobrietà e misura;

PROPONE

• che il compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione, non può essere superiore per il presidente al 40 per cento e per i componenti al 30 per cento delle indennità spettanti, rispettivamente, al sindaco e al presidente della provincia;

IMPEGNA

• il Sindaco a sostenere tale proposta in tutte le sedi pubbliche e ad inviare il testo del presente Odg alla Presidenza dell’ATAP e, p.c., alle redazioni provinciali de Il Gazzettino e Messaggero Veneto.

Casarsa, 14 giugno 2011

ATAP - 9 lug 11 PDF Stampa E-mail

In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, il nostro Gruppo Consiliare ha presentato un Ordine del Giorno che aveva come oggetto il compenso del Presidente e dei componenti del CdA dell’ATAP.

In sostanza chiedevamo che il compenso del Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ATAP che si aggira attorno agli 80.000 Euro all’anno e quello dei componenti dello stesso Consiglio di Amministrazione, circa 20.000 Euro all’anno, fossero drasticamente ridotti anche alla luce della grave crisi economica che da anni sta mettendo in difficoltà molte famiglie.

Ci sembrava un Ordine del Giorno che avrebbe potuto e dovuto essere approvato da tutto il Consiglio Comunale e invece non è stato così.

Molti esponenti della maggioranza che governa (speriamo ancora per poco) il nostro Comune hanno ritenuto equo il compenso al Presidente e ai componenti del Consiglio di Amministrazione dell’ATAP con motivazioni davvero ridicole.

Al momento del voto, il nostro Ordine del Giorno è stato approvato dai nostri Consiglieri Comunali , Agrusti Fernando, Castellarin Paride, Cozzarini Stefano , dai Consiglieri Comunali del Partito Democratico  Benvenuto Serenella e Lamanna Paolo  e dal Consigliere Comunale della Lega Nord Sirocco Fabio .

Si sono astenuti i Consiglieri del Popolo della Libertà Catalano Vincenzo e Zagaria Michele. 

Hanno votato contro il Consigliere dell’UDC (a Casarsa di fatto organico al PDL) Colussi Walter e i consiglieri del Popolo della Libertà Fantin Roberto, Zadro Elena, Americo Michele, Marinelli Antonio, D’Odorico Sandro e il Sindaco Tubaro Angioletto.
Assente giustificato il Consigliere Comunale Di Lorenzo Alessandro
Alla fine il nostro ordine del giorno è stato bocciato con sei voti a favore e sette voti contro.

Qualche giorno dopo il Consiglio Comunale è apparso un articolo sul Messaggero Veneto (qui sotto allegato) che riprendeva lo stesso tema e cioè i mega compensi dei componenti il CdA dell’ATAP e del suo Presidente. Sarebbe opportuno che i Consiglieri Comunali del PdL e il Consigliere Comunale dell’UDC lo leggessero attentamente per rendersi conto di quanto ormai siano lontani dal “sentire” della gente , lontani anche della gente del nostro paese!

Il gruppo Consiliare Cittadini Protagonisti

Omaggio a Steve Jobs - 7 ott 11 PDF Stampa E-mail

Clicca sul link per visualizzare il video: http://www.youtube.com/watch?v=oObxNDYyZPs 

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